Da dove vengono i soldi delle sentinelle in piedi?

Il giorno 25 ottobre 2013 il marchio “Sentinelle in Piedi®” viene depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi dal sig. Rivadossi Emanuele, che ha eletto domicilio presso la società Jacobacci & Partners S.p.A. di Torino. Presso quello studio di consulenza presta opera in qualità di “partner” Massimo Introvigne, reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica.
La notizia è riportata da un quotidiano online di dichiarato orientamento cristiano cattolico, per nulla a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Il sito riscossacristiana.it appunto pubblica una mail privata di Introvigne, la quale mail risponde a un articolo precedente dello stesso sito cristiano. Nell’articolo i cristiani lamentano delle insolite e ingiustificate ingerenze dall’alto sulle modalità di svolgimento delle manifestazioni delle sentinelle in piedi. È inoltre presentata la possibilità dell’esistenza di società non dichiarate atte a finanziare e manovrare qualcosa che viene in realtà spacciato alla stampa e ai passanti come qualcosa di “spontaneo, manifetsato dal basso, nato attraverso il passaparola”. Ecco la velocissima risposta di Massimo Introvigne a seguito della pubblicazione dell’articolo.

Il giorno 13 abbiamo pubblicato l’articolo “Qualcuno vuole impadronirsi delle Sentinelle in Piedi?”. Nel cuore della notte tra ieri e oggi ci è arrivata una mail da Massimo Introvigne. Eccola qua:

Vi scrivo a nome della nostra cliente società Jacobacci & Partners S.p.A. oltre che mio personale.
Presa visione dell’articolo «Qualcuno vuole impadronirsi delle Sentinelle in piedi?» pubblicato sul vostro sito, che contiene informazioni fattualmente false sul sottoscritto e sulla società Jacobacci & Partners S.p.A. – società di deposito e gestione di brevetti e marchi, da non confondersi con lo Studio Legale Jacobacci & Associati, che ha soci diversi ed è appunto uno studio di avvocati associati -, vi invito a precisare con urgenza che:

1, La società Jacobacci & Partners (già Casetta, poi Jacobacci-Casetta) è stata fondata nel 1872, non nel 1996.

2. Per ovvi motivi, non posso avere fondato una società nata oltre ottant’anni prima della mia nascita.

3. Per chiunque conosca anche solo per sentito dire il mondo della proprietà intellettuale in Italia, presentare una società multinazionale con sedi in quattro Paesi, centinaia di dipendenti e decine di migliaia di brevetti e marchi in gestione come una sorta di «proiezione» del sottoscritto, il quale si occuperebbe minutamente dei singoli depositi di marchio, appare – più che assurdo – ridicolo.

Con i migliori saluti
Studio Legale Jacobacci & Associati
Massimo Introvigne

– – –

Questa risposta, più che una presa di distanza dall’articolo è parsa una ammissione di colpevolezza allo stesso Paolo Deotto di Riscossacristiana, che risponde:

– La Jacobacci & Partners SpA e lo Studio Legale Jacobacci & Associati (che sono stati confusi nell’articolo) hanno lo stesso indirizzo civico a Milano, Torino, Roma, Parigi e Madrid, come si può facilmente verificare al link[3] Quindi era facile sbagliarsi e rettificheremo il sottotitolo scrivendo “Ci siamo stupiti non poco quando abbiamo constatato che la dicitura “sentinelle in piedi” è stata depositata come “marchio” presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del ministero dello Sviluppo Economico. La domanda di registrazione è stata presentata dal sig. Rivadossi Emanuele, che ha eletto domicilio presso la società Jacobacci & Partners S.p.A. di Torino, uno studio di consulenza. Presso questa Società presta la sua opera in qualità di “Partner” Massimo Introvigne, reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica.

– l’amico Massimo Introvigne mi fa dire cose che non ho mai detto. Dove mai ho scritto che la Società di sì ragguardevoli dimensioni (e faccio i miei complimenti. Bravi!) è una “proiezione” di Introvigne? Poiché io non ho detto queste cose, mi viene solo in mente un antico adagio latino derivante dalla mia modesta monolaurea: “Excusatio non petita… “ eccetera, il resto lo sappiamo. 

Si riferisce al detto che spiega come difendersi da qualcosa che non è mai stato nominato possa rivelarsi alla fine una auto-accusa indiretta. Viene spesso utilizzato come trucchetto per svelare l’assassino nelle trame di alcunI gialli scadenti.

Le perplessità che restano sono sottolineate dallo stesso Paolo Deotto:

1. una persona di Brescia decide di depositare il marchio delle “Sentinelle in Piedi”. Benissimo. Resta da capire perché se ne vada fino a Torino per fare un’operazione che non è davvero tanto complessa e che non penso che si possa effettuare solo a Torino. Tra Brescia e Torino c’è un po’ di distanza: km. 205,09 in linea d’aria e km. 230 per strada.

2. Questo signore arriva a Torino e sceglie, per depositare il marchio, una società “multinazionale con sedi in quattro Paesi, centinaia di dipendenti e decine di migliaia di brevetti e marchi in gestione”. Vuole andare sul sicuro, con professionisti in gamba. Bene.

3) In questa Società opera, in qualità di partner, proprio il dott. Massimo Introvigne, reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica. Il fatto può essere puramente casuale, non c’è dubbio.

4) Nulla ci autorizza a vedere chissà quali trame oscure per quanto esposto nei punti 1, 2 e 3.

Sono già abbastanza esplicative le perplessità del portavoce di riscossacristiana ma non è tutto.

Nei commenti c’è la testimonianza -seppur non verificabile- di Rita, una fervente cattolica che ha contribuito alla nascita delle Sip, come le chiama lei in gergo amicale, a Genova, ci spiega tutto:

«Che al Timone delle Sentinelle in Piedi ci sia Alleanza Cattolica e’ assolutamente vero. A Genova chi comanda il gruppo delle SiP (e non permette alcuna suddivisione dei compiti ne’ alcuna dialettica interna) e’ un manipolo di aderenti ad Alleanza Cattolica. Lo so perché ho contribuito alla nascita del gruppo di Genova.
I membri di Alleanza Cattolica sono comparsi solo dopo qualche riunione: avevano mandato avanti un’altra persona che si è autoproclamata portavoce unico. Ci hanno detto che non era necessaria alcuna organizzazione interna e chi chiedeva di discutere col gruppo le iniziative da assumere, democraticamente (essendo semplici cittadini pensavamo di poter utilizzare strumenti democratici), è stato accusato di voler dividere il gruppo e che in ciò era in azione niente meno che il diavolo.»

In un altro commento si vocifera che «Il portavoce milanese delle sentinelle è il figlio del responsabile in Lombardia di Alleanza Cattolica.»

Sulla base di queste informazioni, alla base del movimento delle sentinelle in piedi, che ricordo si autoproclama aconfessionale, è forse lecito dedurre un grande movimento di denaro proveniente da Alleanza Cattolica. È ilare che si proclamino aconfessionali soltanto perché sono riusciti ad arruolare islamici estremisti tra le loro fila. Ma è ancora più ilare che accusino le associazioni di volontariato lgbt di essere una grande e potente lobby che farebbe capo -nientemeno- alle tre grandi famiglie che governano il mondo. E i Rockefeller sono sempre sulla punta della lingua. È doveroso, invece, essere molto cauti nel lanciare accuse a ritta e a manca, perché la famosa accusa di essere alla conquista del mondo, ci ricordiamo, ha portato a mostruosità indicibili.

Tutte le informazioni presenti nell’articolo sono di pubblico dominio
Link di riferimento
link1 http://gayburg.blogspot.it/2014/08/chi-e-il-proprietario-delle-sentinelle.html
link2 http://www.riscossacristiana.it/sentinelle-piedi-introvigne-scrive-riscossa-cristiana-deotto-gli-risponde/
link3 http://www.jacobacci.it/Contacts/l/I

Gianfranco Amato e gender kit: ma che Montecavolo dici?

Premetto a scanso di querele che tutto il post è un’opinione personale, un’interpretazione distorta dei fatti. Visto che la libertà d’espressione è uno dei valori dei giuristi per la vita, non sarà certo nel loro interesse querelare una mera opinione descrittiva di quanto accaduto. (Ho paura.)

Alberto Nicolini e Gianfranco Amato

[nella foto: Alberto Nicolini, Rappresentante Arcigay Reggio Emilia, mentre viene ripreso da moderatore e dal pubblico e incitato con veemenza a terminare la domanda]

L’episodio è l’ennesimo convegno dal titolo Genitore 1 genitore 2, non più mamma e papà[1]. La sera del 29 Gennaio, a Montecavolo Reggio Emilia, il Movimento per la Vita, il Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Emilia, con l’adesione della Comunità Eucaristica e dell’Associazione Salesiani Cooperatori danno spazio a Gianfranco Amato, presidente dei giuristi per la vita. Lo introduce Andrea Zambrano, giornalista di Prima Pagina, un giornale reggiano di dichiarato orientamento.[2]

Il personaggio conduce una sorta di spettacolo durante il quale paventa scenari apocalittici.

Si comincia con il considerare il tentativo di introdurre l’aggravante omofobia senza definirne il presupposto. Nel DDL Scalfarotto infatti non è specificato che cosa si intenda con reato di omofobia, né è spiegato il termine omofobia stesso. Ciò porterebbe a una deriva totalitaria da parte delle interpretazioni dei giudici al momento di giudicare un atto di omofobia. Ma la soluzione non è specificare che cosa si intenda con omofobia, traendo peraltro spunto dalla giurisprudenza anche di altri paesi, ma semplicemente non approvare l’intero DDL. Forse il motivo è impedire che l’omosessualità rientri anche indirettamente in qualche forma di tutela diretta. Questo potrebbe essere uno degli esempi di omofobia da introdurre nella legge.

Il DDL estende un’aggravante penale, riservata a episodi di antisemitismo e razzismo, ai reati di omofobia, cioè motivati dall’odio nei confronti delle persone omosessuali. Ma tale precisazione istituzionale non serve perché per Amato bastano i motivi abietti e, d’altra parte, forse c’è ancora qualcuno che vuole provare repulsione verso l’omosessualità.

Quello che l’avv. Amato alla fine rivela è che, dopo il DDL, diventerà complicato impedire a qualcuno di considerare apertamente e pubblicamente l’omosessualità come un comportamento intrinsecamente disordinato e contro il diritto naturale.

Altre argomentazioni volte a spaventare la platea riguardano l’introduzione di quote arcobaleno. Il riferimento continuo è alla dittatura gender e non all’insieme di studi critici e scientifici, mai redatti sulla base di considerazioni apodittiche, riuniti al plurale come gender studies.

Il momento più bello del convegno è stato quando si è spiegata l’opera di colonizzazione delle menti che il progetto omosessualista vuole compiere all’interno delle scuole attraverso la distribuzione dei gender kit. Ogni lobbysta lgbt al momento dell’iniziazione riceve un gender kit, con all’interno letteratura omosessualista, lista di preferenze di autori, bandiere rainbow, diabolici preservativi, etc. (non è stato detto, ho indagato).

Le ass. lgbt invece che occuparsi di fare informazione e fornire supporto a situazioni di bullismo, insignificante pretesto, starebbero invece progettando un indottrinamento sistematico delle nuove generazioni attraverso l’introduzione nelle scuole di bibliografia omosessualista, sempre presente nei gender kit, della quale farebbero parte gli stranoti libretti dell’UNAR, i quali sono paragonati dal relatore alle veline fasciste, in quanto consigliano l’uso di certi termini (gay) rispetto ad altri (frociodimerda). Scherzo.

Inoltre, stando a quanto riferisce l’Avvocato Gianfranco Amato, ci sarebbero scuole dove si costringono i bambini a vestirsi da bambine e viceversa, purtroppo non ho reperito casi da citare a sostegno di questa dichiarazione, semplicemente perché tutte le notizie presenti online sono di siti e giornali di parte, allora ho chiamato personalmente la scuola in Friuli e mi è stato negato categoricamente che fosse accaduto quanto propugnato durante la “conferenza”, perciò non prendo posizione. Forse si intendeva dire nel “convegno” che in alcune scuole non è proibito per un ragazzo indossare dei pantaloni rosa.

Le fiabe che poi vengono lette sono da considerarsi il terrore di ogni genitore, il quale sarà destituito a vita, sempre secondo le linee direttive del progetto omosessualista, della possibilità di educare i figli sulla base dei suoi preconcetti. In verità, il primo ostacolo di molti ragazzi omosessuali è la famiglia, la quale, spesso anche in buona fede, non riesce ad affrontare situazioni critiche, proprio perché non ne è a conoscenza, le fiabe aiutano, alcune vite hanno subìto tanto a causa di una impreparazione generalizzata ad affrontare il tema, risparmiarlo ad altre è diabolico.

È inutile scrivere che l’intervento di Gianfranco Amato è stato un comizio parziale, ideologico, una lezione per indottrinare, con il costante presagire sovvertimenti e conseguenze catastrofiche, una pura distribuzione di terrorismo al fine di scatenare paure infondate verso un gruppo eterogeneo e trasversale di individui di estrazioni, etnie e appartenenze diverse qual è la comunità lgbt, peraltro abituata ad essere oppressa e perseguitata, a volte –ahi-noi– dai suoi stessi appartenenti.

Alla fine l’avvocato ha venduto il suo libro (dis)informazione sul gender[3] alla cifra di 15 euro cadauno.

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[1] Preciso che da sempre, anche nei licei cattolici, sul libretto scolastico è scritto firma del genitore o di chi ne fa le veci. Non è scritto firma di papà o mamma visto che le situazioni posso essere tante, una ragazza potrebbe anche stare dalla nonna, per mille motivi diversi, la vicinanza della nonna con la scuola, quanto la nonna cucini bene, la possibilità che la mamma sia deceduta e via dicendo. La polemica è ovviamente sterile, visto l’utilizzo canonico nella legge del termine genitore o procuratore.

[2] Almeno per qualcuno dichiarare l’orientamento non è considerato moralmente deplorevole

[3] Gender ancora al singolare – ma la miriade di studi diversi? Non pervenuta.

I maschi imparano dai maschi a fare i maschi

Volge al termine la triste saga di convegni sulla presunta Teoria del Gender organizzati a Piombino Dese dal sindaco Pierluigi Cagnin in concerto con la Chiesa parrocchiale, a seguito della nota dei vescovi del triveneto sui pericoli urgenti che omosessualità e supposte ideologie afferenti rappresentano per la famiglia L’ultimo intervento è di ieri, 28 Aprile, tenuto dalla psicologa dell’educazione Rita Bressan, unica relatrice, priva di contraddittorio. Sono più di duecento i partecipanti riunitisi alle nove di sera sotto il tendone in centro al paese in provincia di Padova. Diluvia. Sorvegliano l’evento ben quattro rappresentanti delle forze dell’ordine.

Piombino Dese

«Faccio attività di educazione nelle scuole da circa diciotto anni –esordisce la psicologa dell’educazione Rita Bressan– stimolo per iniziare la mia attività è stato sentire gli esperti che parlavano ai miei figli nelle scuole, mi davano grande preoccupazione, perché non avevano la mia stessa visione antropologica. –dopo aver infelicemente accostato nelle slide argomenti molto diversi tra loro, tra cui omosessualità, matrimonio gay, pedofilia e abusi sui minori, perché associati in questo modo dai bambini durante le attività proposte loro nei vari progetti con le scuole, Rita Bressan prosegue– io ho una visione precisa di che cosa è il maschile e il femminile […] vi presento una certa visione di uomo e di donna […] noi, come educatori, dobbiamo avere in mente, prima di parlare, che l’essere umano non è possibile venga visto in un’unica ottica. […] È dai maschi che i maschi imparano a fare i maschi, a comportarsi come maschi

Durante l’intervento sono presentate le risposte, a domande circa la sessualità, che i bambini forniscono nei vari incontri educativi come punti di partenza da cui trarre conclusioni su riflessioni antropologiche quali l’esistenza e il riconoscimento incondizionato di maschile e femminile e non sono state invece considerate, queste associazioni di bambini di elementari e medie, come i risultati di un determinato contesto familiare, ambientale, culturale del quale i più piccoli sono evidentemente lo specchio.

L’intervento è stato condivisibile sotto certi aspetti, tra cui quello di denuncia dell’eccessiva sessualizzazione del mondo della pubblicità. Ma, oltre a moraleggiare, ci si può chiedere perché il sesso irretisca così bene il desiderio e venda il 30% in più. Forse, sito com’è nell’interdetto con la pudicizia, nella legge del Padre con le imposizioni, suscita molto più interesse di altri fattori comunicativi; tant’è vero che a questo convegno sul tema sessualità e presunta teoria del gender i partecipanti erano oltre duecento. La sessualità susciterebbe lo stesso scalpore e desiderio se fosse vissuta senza i tradizionali paletti?

A fine convegno, alle domande di alcuni ragazzi di Arcigay Padova Tralaltro, che hanno partecipato con dispiacere anche al primo incontro con Introvigne, la psicologa ha risposto di non aver trattato di orientamento sessuale o identità di genere, per il suo intervento incentrato sulla sessualità, in quanto argomenti ancora interni a un dibattito. Ha preoccupato i ragazzi il fatto che la relatrice, per suffragare l’esistenza di teorie discordanti in merito, abbia citato Luca Di Tolve.

Al pubblico viene presentata la sessualità della persona come un concetto complesso, composto di varie componenti: biologica, culturale, ambientale, relazionale-affettiva. Le teorie attuali, trattano del concetto di identità sessuale. Costruito da varie componenti, sulle quali il dibattito è alla ricerca di nuova letteratura.

– Il sesso biologico è quello determinato geneticamente e rappresenta la componente biologica.

– L’orientamento sessuale stabilisce il genere o i generi verso cui ci si sente attratti.

– L’identità di genere è il genere a cui noi sentiamo di appartenere, quello che sentiamo più affine alla nostra identità.

– Il ruolo di genere è la componente culturale, è il ruolo che ci viene imposto dall’ambiente, dal nostro contesto, dalla società, fin dalla nascita, ma non è l’identità di genere cui noi sentiamo di appartenere, pur potendo eventualmente coincidere con questa identità di genere, non è la stessa cosa, ne differisce.

La distinzione tra identità di genere e ruolo di genere è importante e per niente sottile. Non è stata nominata durante il convegno.

Come nota conclusiva alla triste serie di incontri che ha visto alleati sindaco e parroco di Piombino Dese nel promuovere messaggi distorcenti, si riportano delle perplessità in merito a questi congetturati urgenti pericoli rappresentati dagli omosessuali cui incorrerebbero le famiglie di oggi, mentre si rilevano invece quali problemi reali su cui sarebbe forse più utile concentrare le note vescovili, il fenomeno della progressiva sparizione del ceto medio, l’eticità degli investimenti, la sfavorevole congiuntura economica cui versa l’Italia da non pochi anni. Non si hanno dubbi nel ritenere che di certo questi ultimi sono argomenti che rappresentano i veri pericoli urgenti e tangibili per le famiglie.

Omosessuali figli delle tenebre

per un’autentica comprensione del ruolo della famiglia nella società

CONEGLIANO: 15 marzo alle due di pomeriggio presso La Nostra Famiglia si svolgono quattro ore di convegno dal titolo Padre e Madre o Genitore 1° e 2°, promosso dal Movimento per la vita “Dario Casadei” di Conegliano, dalla Pastorale Diocesana di Treviso e Vittorio Veneto, sponsorizzato da Banca Prealpi e patrocinato dal Comune di Conegliano, giunta Zambon, la stessa che ha patrocinato il gay-pride coneglianese promosso dall’ass. Shake lgbte qualche mese prima. È presente circa una cinquantina di persone.

la-Nostra-Famiglia-Conegliano

Ai saluti di Don Martino, rappresentante la diocesi di Vittorio Veneto, il quale ribadisce l’esigenza di difendere la vita e la famiglia, seguono quelli di Antonio Cancian, parlamentare europeo «sono stato imbarazzato anche solo nell’aver ricevuto il volantino» ammette, perché la grafica rappresenta oltre allo stereotipo di famiglia tradizionale i due di famiglia omosessuale e prosegue «la lotta al bullismo non c’entra niente con questo sovvertimento dei canoni antropologici e biologici della differenza sessuale. […] La famiglia è una verità antropologica.»

Il sindaco Floriano Zambon leggermente criptico parla di «battaglie importanti» e di «questioni che meritano una riflessione». Così anche Bruno Nardin, ULSS7.

Gino Soldera, Presidente MpV, in introduzione dice che la teoria del gender è «un attacco alla famiglia e così alla stessa struttura sociale», un attacco all’eterosessualità.

Seguono gli interventi scientifici di Bruno Mozzanega, Ostetrico-Ginecolo dell’Università di Padova: «Nel cervello esiste il bimorfismo? Ci sono delle differenze, ma da qui a considerarle differenze nei caratteri fenotipici secondari ne passa» e di Astolfo Romano, statistico sociale che presenta a proposito del tema: verso una società senza padri e senza madri una disamina statistica non senza un gusto apocalittico.

Gian Luigi Gigli, membro della Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati, entra nel merito ed espone le linee direttive del progetto omosessualista che si oppone al «progetto della procreazione». Le lobby gay internazionali sono sostenute da estese multinazionali e potenti fondazioni tra cui la Rockefeller Foundation e Goldman Sachs. Queste ultime, in accordo con il progetto, vogliono eliminare l’identità perché ultimo baluardo contro le loro logiche di dominio. Dell’identità sono tre le questioni da scardinare, la famiglia, la fede e l’identità sessuale, di queste tre mire consta l’ideologia del gender, strumento di propaganda del progetto omosessualista.

I libretti della Seibezzi per educare alla diversità sono «cose assurde e aberranti, sono stupidaggini che rasentano il ridicolo» così anche «la finalità della legge contro l’omofobia è impedire di considerare giusto ciò che rappresenta la norma, per arrivare alla procreazione artificiale.»

Ultimo intervento quello del concitato psicologo-psicoterapeuta Gianpaolo Mazzarra, il quale considera i ruoli sociali stabili per natura, in quanto entità sociologiche predefinite da un senso comune, non chiaro se variabile o meno, che è il buon senso, la norma e per esteso la natura.

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Chiudono il convegno Giuliana e Mario Bolzan, Forum Veneto delle Associazioni Famigliari, Mestre. Quest’ultimo dopo aver detto che «gli uomini dovrebbero riscoprire il fascino della vocazione alla felicità» si lascia andare e così si esprime «Loro sono i figli delle tenebre e noi i cavalieri della luce.»

Progetto Omosessualista

Lo pseudo convegno veronese sulla famiglia del domani.

Ricordate il convegno promosso da Famiglia Domani a Verona e difeso pubblicamente dal sindaco Flavio Tosi?

 Family Standard

 

VERONA sabato 21 settembre al Palazzo della Gran Guardia si svolge il “convegno” sulla teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo? promosso dall’imparzialissima Associazione Famiglia Domani e dal Movimento Europeo per la Difesa della Vita (degli Altri) con il patrocinio della provincia e del comune.

Al primo piano dell’edificio due buttafuori controllano l’entrata della Sala Convegni del Palazzo e al piano terra, sotto il loggiato, gli interventi dei relatori sono trasmessi in videoconferenza, sorvegliata anche questa dalla polizia di stato. Poco più avanti numerose forze dell’ordine, con caschi neri, scudi e manganelli, sorvegliano il presidio di protesta organizzato dalle associazioni lgbt venete.

I relatori proposti si riconoscono in precisi e parziali e orientati ambiti di pensiero. Chiara Atzori è esperta di bioetica, ma propone davvero un dibattito imparziale su eutanasia e simili? Ci speravi? Matteo D’Amico è conferenziere in ambito di teologia morale. Vi lascio immaginare. Roberto Matte insegna Storia del Cristianesimo. Luca Galantini insegna all’Università Cattolica di Milano. Dina Nerozzi è autrice di testi scientifici i cui titoli riecheggiano inquietanti ricordi, ad esempio, Il ritorno allo stato etico. Mario Palmaro insegna bioetica alla -neanche a dirlo- Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma ed è redattore della rivista reazionaria di apologetica cattolica il Timone.

L’inizio del convegno è dedicato allo scovare e ribadire secoli di pregiudizi e paradigmi e pregiudizievoli paradigmi. È vero, secoli fa l’omosessualità era perseguitata e quindi non risultava nelle leggi come regolamentata, ed è vero che, anzi, proprio attraverso le leggi è stato condannato Oscar Wilde, ma è altrettanto vero che prima dell’avvento del medioevo, ad esempio durante il periodo della Grecia classica, le cose erano ben diverse.

È accusato a più riprese lo Stato secolarizzato che ha sostituito alla vera Trinità sancita dai testi sacri, Padre, Figlio e Spirito Santo, una versione moderna di libertà, uguaglianza e fratellanza, pur sempre dogmatica ma finta, perché non ispirata. Lo Stato si appoggia perciò a dogmi che discendono dal paradigma dei diritti umani. Riporto gli argomenti cui si appoggiano queste persone perché è interessante capirli per smontarli. Vedete, se il progresso è un’illusione è allora in virtù di questa immutabilità che si dovrebbe asserire che si stava meglio prima? No, si stava “uguali”, quindi non è possibile migliorare e allora perché auspicano un ritorno alla santa inquisizione?

vintage family

Raccogliamo le opinioni a fine convegno, ma gli organizzatori alle domande se possono dirci qualcosa in più, come a quelle sui motivi e le necessità che hanno spinto a organizzarlo, o evitano di parlare o dicono di non averci nulla a che fare. Non rispondono volentieri e fanno finta che non esistiamo, forse perché non ci hanno mai visto in chiesa. Si riconferma dunque una totale chiusura al dialogo, un disprezzo di un uomo, magari femmineo, che non rientri nei loro canoni e quindi un’evidente ipocrisia celata nella frase «non siamo contro i gay».

«Ciò che è naturale è evidente, è sotto gli occhi di tutti fin dalla nascita.» ribadisce una signora che non vuole nemmeno far sapere il nome. Ecco, il modo di procedere della discussione da parte di alcuni è così banale e assolutizzante che finisce per ridurre anche le possibilità di risposta del destinatario. Il convegno è stato talmente parziale e in mala fede e volto solo a fare il lavaggio del cervello che è quasi impossibile rispondere argomentando; cosa si risponde allo scherno di un bambino?

E francamente non credo proprio che a loro sia evidente che cosa sia naturale, visto che l’omosessualità in natura occorre nelle stesse percentuali in cui è presente negli esseri umani, (che peraltro sono natura).

Il volantino promozionale «Se vogliamo evitare che questo progetto totalitario diventi una tragica realtà dobbiamo riscoprire il valore sociale, culturale e morale, dei princìpi e delle istituzioni su cui da secoli si fonda la nostra civiltà, a cominciare dalla famiglia naturale.»

Alla domanda su questo “progetto totalitario” ci viene detto che si tratta di omosessualismo.

Il termine identifica un movimento ideologico compatto ma esteso, appoggiato da lobby europee e internazionali, con un chiaro progetto politico ed economico. Gli aspetti di marketing del movimento sfruttano concetti quali libertà e piacere per sovvertire l’ordine del mondo col fine del profitto.

Se non compreso e arrestato in tempo questo progetto omosessualista porterà a uno sfacelo della società. Nel degrado e nella decadenza generalizzati dei costumi sussisterebbero, tra le altre, la pedofilia legalizzata e la generazione di uomini in provetta per il profitto delle multinazionali o per rendere tutti omosessuali.

Ma dove sono queste multinazionali? Forse non sapete che ci sono multinazionali che appoggiano movimenti estremisti e ultrareligiosi come le Sentinelle in piedi, vedi l’articolo.

Pontifex non è un blog cattolico

Riflessioni sulla circolazione delle notizie, attraverso l’informatizzazione, che prendono a pretesto un noto blog dall’altrettanto noto programma.

Sono innumerevoli le credenze circolanti. Figurarsi quelle sbagliate.
Impossibili da giudicare tali nel gioco circolare della commutabilità.
Oggi almeno, prima di lasciarsi accecare dalla luce della verità, molti trovano tradizionalmente giusto sospendere il giudizio e ponderare i propri pensieri da tassonomia giudicante, proprio come in passato erano soliti agire gli uomini più saggi. Per sfortuna il modo d’essere del larvatus prodeo ha messo in circolo il virus del relativismo. Si livellano i gradi diversi di un approssimarsi alla verità e non ci si può affatto difendere con una moralina andersiana. Ecco dunque che compare, sul bordo del vuoto delle coscienze, la libertà di parola dell’odio e, nel caso in questione, del cattofascista.

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Quello dei bloggers di Pontifex è un messaggio di speranza a ritroso; vorrebbero riportare un’ordine nel mondo secondo un modello escatologico-scaduto. A suffragio della secolarizzazione di tale modello teleologico che una moderna filosofia della storia ha tratto come suo esito necessario dalla fede biblica, si rimanda all’opera di Löwith, un pensatore di certo non schierato tra le file di una categoria antiquata più dell’uomo stesso: quella à sinistra. Insomma, tutti sanno che il cristianesimo contiene un certo messaggio ateo [Hegel e Lacan, VII].

Pontifex è l’emergere di una amoralità che si spaccia per cristiana-cattolica, ma che in realtà è figlia legittima delle correnti vitalistiche, derivanti a loro volta da profuse distorsioni e incomprensioni, alle quali occorrono veemenza, forza del risentimento e una velata e sotterranea maschera pietista per agire. Sulla base di queste considerazioni è possibile affermare che tutti sono cristiani tranne i bigotti –con significato esteso– per i quali il messaggio è talmente travisato/stravisto da non essere affatto afferrato e compreso e dunque si escludono i cattofascisti, che del bigottismo ne fanno uno strumento teorico d’indagine. Allora si dice: Pontifex non è un blog cristiano-cattolico.
Se poi si volesse arditamente proseguire, l’esito sarebbe piuttosto sconsiderato e ilare e sbagliato. I bigotti non sono sono cristiani, tutti i cristiani sono bigotti, i cristiani non sono cristiani.

Inutile riconsiderare quanto supponenti siano le loro affermazioni sulle questioni che riguardano la natura delle cose e del mondo:
il sole si muove per noi, allora l’eliocentrismo è innaturale per i sensi.
Il creazionismo non può essere confutato, l’evoluzionismo sì.
La donna segue l’uomo.
Il testo sacro è sacro perché è sacro.
L’omosessualità è una depravazione o, anche, gli omosessuali sono pedofili (mancanza di nozioni di insiemistica).

E via dicendo, solo se la via è nel dicendo del signore.

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Sfruttando il, ancora una volta, cartesiano parametro dell’evidenza, affermano l’evidentissima necessità naturale delle cose, perciò l’eterosessualità, perciò la famiglia. Chiunque sia riuscito a seguire un loro discorso fino alla fine, vorrà rimettere apposto il biologismo ed eventuali donne che staccano la testa del compagno dopo avervici copulato.
Infatti la depravazione più grande del nostro tempo è di sicuro quella intellettuale e Pontifex, che vive di critiche come questa, vi contribuisce giorno per giorno.
È doveroso anche un ringraziamento, perché dopotutto le catene di banalità sono difficili da spezzare quando sono difese con forza e bisogna impegnarsi un poco per riuscirci abbandonando magari attività differenti come l’intrattenersi con video di presentatori che, per loro profitto personale, cercano appositamente casi umani da sottoporre al pubblico modaiolo ludibrio. Grazie a Pontifex può capitare che si rinunci al traviamento culturale. Ma dovremmo smetterla con l’aggrapparci ai mali minori.

Domanda per un bigotto

Convegno. Verona. 21 settembre. Sulla teoria del gender – per l’uomo o contro l’uomo. Surrogato pseudorazionale spremuto da un testo sacro.

 
Il 21 settembre si terrà a Verona un convegno sulla teoria del gender con il patrocinio del comune, del sindaco Tosi che ha espresso la sua opinione «siamo in democrazia, si può esprimere l’opinione che i gay siano malati» e della provincia.
I relatori propongono un modello naturale di famiglia, ma dovranno giustificare la sua evidente storicità. Una valanga di associazioni tglb presidieranno. Come andrà a finire?
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Vorrei tanto discutere dei concetti di famiglia razionale (veicolato dal cristianesimo) e famiglia naturale, magari aggiungendo la terza categoria, le famiglie culturali, ma mi preme spostare l’attenzione sull’omofobia di fondo di questo tipo di iniziative. È più importante la reazione al contenuto, in questo caso.text-divider

Qual è l’opinione di un docente mai abilitato all’insegnamento sui fenomeni di bullismo contro omosessuali, considerando che non è intelligente assimilare la natura alla cultura umane, visto che di una antinomia si tratta e osservando anche una inestricabile complessità non della natura ma della cultura umana?

Mi spiego. Mentre sono costretti a cibarsi di inimicizie e insofferenze di cui farebbero a meno, gli adolescenti che non intraprendono o non completano o completano più lentamente il rito di passaggio dall’adolescenza all’età adulta, come dovrebbero vivere lo scoprirsi omosessuali? Ammesso il pregiudizio che questo rito di passaggio sia lecito.

Come si devono comportare nei confronti di coetanei che li vessano e snobbano e insultano ed emarginano e provocano, deridono, umiliano, agitano, rovinano, attaccano, distruggono?

Si sa che non sono tutti i gay adolescenti che vengono bistrattati e aggrediti, ma si sa anche che gli altri, quelli indifferenti, per uno scherzo del destino, solitamente non intervengono. Perché secondo lei a margine di questi convegni pare strisciare l’idea che ciò che è contro-natura o, più correttamente, diverso dalle prescrizioni umane che vengono imposte al concetto altrettanto umano di natura, va ripudiato, aborrito, schifato o, nelle migliori delle ipotesi, aiutato?

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La domanda che le porgo umilmente, con un mucchio di avverbi e irritanti secondarie, è come e se possiamo giustificare l’emarginazione ideologica, la cattiveria dei pensieri, la malvagità di questi fenomeni che sfociano anche nella richiesta estrema di aiuto: il suicidio?

Come si punisce il colpevole di un omicidio-indiretto?

Sono noti anche innumerevoli casi di cristiani perseguitati, la situazione, è vero, è un po’ diversa, perché abbracciare una religione è una scelta/chiamata mentre ritrovarsi addosso appioppata da dio una sessualità, un genere, un orientamento, non lo è affatto. E non li sto assimilando tra loro.

Ma rispetto a questi cristiani perseguitati dagli induisti perché succubi di un credo empio, servi di una religione innaturale e sconveniente, che cosa ne pensa? Come pensa sarebbe doveroso intervenire? Credevo fosse pacifico che la discriminazione si manifesta e cresce a diversi livelli e a diversi gradi.

PS. Prima di discutere del ruolo della famiglia in tutto questo, sarebbe da precisare se con famiglia naturale ci si riferisce ad una natura che è natura naturans, natura naturata, physis o altro. Secondo me è riferito a un surrogato pseudo-razionale spremuto da un testo sacro.

10 ragioni per dire no ai matrimoni gay

le seguenti ragioni sono state pensate per essere un esperto sunto di quanti come noi si oppongono fermamente al matrimonio gay

1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l’aria condizionata.

2. Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay, allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti

3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi

4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste

5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santitàdei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta

6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini

7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali

8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione cattolica.

9. I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10. Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarcialle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all’allungamento della vita media.

 

liberamente tratto dal Web – NO COPYRIGHT INFRINGEMENT INTENDED – lo scrivo, non si sa mai

alla prossima

Monsignore: curate i gay

Un prelato ligure auspica le cure per gli omosessuali Essere gay? Non è naturale, è una situazione incancrenita, una malattia che si può combattere con un po’ di sana psicoterapia. Ti piacciono le persone del tuo stesso sesso? Non ti preoccupare, sei solo malato, e la Chiesa ti aiuterà nel tuo percorso. Così parrebbe di capire dalle dichiarazioni odierne di Monsignor Rigon, prelato ligure, che rifiuta ogni studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ignora la realtà dell’amore di milioni di persone e propone la cura coatta per superare il problema. Senza nessuna autocritica, ça va sans dire, sulle abitudini omosessuali molto diffuse tra i suo colleghi, purtroppo dirette anche verso vittime innocenti, come i continui scandali dimostrano.

NIENTE RICONOSCIMENTO PER I GAY – Il monsignor Paolo Rigon non è quello che si suol dire un democristiano, nonostante la tonaca. Il Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Ligure ha spiegato così’ quello che pensa della comunità LGBT, parole tratte dai registri della Santa Inquisizione, almeno ad un primo ascolto.

“Un’omosessualita’ incancrenita in una persona non e’ superabile e non c’e’ matrimonio che possa aiutare”. ‘Il problema dell’omosessualita’ secondo la visione cristiana – ha spiegato Rigon – e’ di prendere coscienza della propria situazione e avere la capacita’ di gestirla”. ”Gestirla – secondo Rigon, vuol dire, ‘non usarla nel senso sessuale o genitale del termine, ma impostando la propria vita in modo da vivere serenamente, gioiosamente, in modo donativo, sapendo che non posso coinvolgere una donna o un uomo’.

NON SI NASCE GAY Monsignor Rigon non si è fermato proponendo ai gay di non aver la loro vita affettiva, ma è andato molto oltre, andando contro quello che dice la scienza moderna, la realtà degli affetti umani, il buon senso e pure la natura, visto che l’amore per persone dello stesso sesso è presente anche negli animali. Monsignor Rigon ha precisato che

il problema dell’omosessualita’ e’ indotto, perche’ non si nasce omosessuali’. Quindi, “l’omosessualita’ bisogna prenderla dall’inizio perche’ se presa dall’inizio, eccome si puo’ superare’ e ‘dall’inizio vuol dire dal momento in cui in qualche modo ho questo problema’. Il modo per superare il problema e’ ‘attraverso la psicoterapia’. Invece, “quando purtroppo l’omosessualita’ e’ incancrenita e’ difficile”.

Ovviamente la lectio magistralis del prelato ligure non ha previsto un minimo di autocritica su quanto la Chiesa cattolica e i suoi esponenti hanno fatto in termini di abusi recenti e passati, perchè quello non è il compito di un’organizzazione che insegna ad “amare il prossimo tuo come se stesso”. Per quello lo vogliono curare e costringerlo ad esserlo quello che non è, per il grande amore cristiano.

ARCIGAY RISPONDE – L’associazione delle gay e delle lesbiche della Ligura ha subito risposto alle affermazioni di Monsignor Rigon

“Leggiamo con stupore e viva preoccupazione – si legge in una nota – le affermazioni di mons. Paolo Rigon, Vicario Giudiziale della diocesi di Genova, riguardo all’omosessualità come “problema da estirpare”, particolarmente gravi e preoccupanti le affermazioni secondo cui l’omosessualità possa essere estirpata con la psicoterapia. Si tratta di gravi e pericolose falsità, ricordiamo che sono passati più di 30 anni dall’eliminazione dell’omosessualità dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) e che più di 10 anni fa, nel 1998, l’APA (American Psychiatric Association) rifiutava le terapie che intendevano “convertire” in eterosessuali le persone omosessuali, argomentando che tali terapie potessero provocare crisi depressive, ansia e comportamenti autolesionistici. Anche il Presidente dell’Ordine degli Psicologi Liguri, che speriamo voglia intervenire, ha già preso posizione l’anno scorso firmando un appello nazionale (reperibile quiwww.noriparative.it/ ) che inizia con queste parole : “Noi, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti, studiosi e ricercatori nel campo della salute mentale e della formazione, condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’American Psychological Association definisce una “variante naturale normale e positiva della sessualità umana” e l’Organizzazione Mondiale della Sanità una “variante naturale del comportamento umano”. Leggere, come dichiara il Monsignore, che in un consultorio queste terapie vengano praticate è allarmante e di immensa gravità, speriamo che questa struttura non riceva fondi pubblici o che, se li ricevesse, le istituzioni intervengano immediatamente. Le nostre associazioni metteranno in atto tutte le azioni possibili perché sia fatta chiarezza e si intervenga, nel frattempo ci teniamo ad affermare che si tratta di falsità, che l’omosessualità non è una malattia e che nessuna terapia atta a far “guarire” dall’omosessualità ha fondamento o serietà scientifica. Quella che vanno estirpate sono l’omofobia, l’odio e la discriminazione che mons. Paolo Rigon, diffondendo falsità e disinformazione, ha contribuito a diffondere.”

http://www.giornalettismo.com/archives/114…lati-da-curare/

Arcivescovo di Trento: Gay si diventa

La notizia è stata diffusa sul web dall’immancabilmente puntuale UAAR (Associazione Atei Agnostici Razionalisti), un’associazione che in barba a Gianni Toffali ed altri estremisti, si propone di diffondere notizie a proposito di ateismo e anche omosessualità; quell’omosessualità tanto osteggiata dalle confessioni religiose più tradizionaliste.

[fonte della notizia http://www.uaar.it/news/2010/12/23/arcivescovo-di-trento-gay-si-diventa/]

Non scriverò un articolo perché questa dichiarazione non è davvero da prendere in considerazione come notizia.

Dede

La virginale mascolinità è fatta Santa.

Nasceva in una delle tante zone rurali della Francia, nel 1412, da una coppia di contadini a Domrémy sulla Mosa al confine con la Champagne, Giovanna d’Arco. Una ragazza che non sapeva né leggere né scrivere, nel 1425 sostiene di aver udito le parole ed di aver avuto visioni dell’Arcangelo Michele, di Santa Margherita e di Santa Caterina. Alcuni studiosi hanno interpretato questo suo comportamento come una tempesta ormonale amplificata dall’ambiente profondamente religioso in cui la giovane viveva, altri come una forma di tumore al cervello, o come schizofrenia, o come isteria scatenata dalle numerose scene di violenza provocate dai soldati inglesi alle quali si assisteva regolarmente e direttamente. Per i credenti la spiegazione è più semplice, le voci erano vere perché Giovanna era una Santa e la volontà di Dio nei suoi confronti era chiara: liberare i territori della Francia invasi dagli inglesi. Volontà di Dio o no, la contadinella riuscì nel suo intento di liberare dapprima la città Orléans, unico ostacolo che impediva ancora all’Inghilterra di avere la strada spianata, e in seguito di condurre l’erede al trono di Francia all’incoronazione.

Disse addio alla sua vita di contadina, si lasciò alle spalle casa, famiglia, possibilità di diventare un giorno moglie e poi madre, per mettersi in viaggio. Vestita di abiti maschili incontrò il Delfino giungendo, nel 1429 la domenica del 6 Marzo, a Chinon, dopo aver percorso circa seicento chilometri su territorio nemico. Un interrogativo storico rimane come sia riuscita a convincere l’erede al trono di Francia della veridicità divina della sua missione, fatto sta che viene posta una modesta armata al seguito di Giovanna e le viene assegnato lo stendardo. Così l’8 Maggio 1429 si avvera ciò che le voci le avevano profetizzato, la Pulzella libera Orleans. È probabile che si sia innestato un meccanismo psicologico sia nei francesi sia negli inglesi amplificato nell’effetto a causa del fertile periodo storico appunto superstizioso e profondamente influenzato da credenze di tipo religioso ma anche animistico-spiritico.

La fama della Pulzella raggiunge gli alti vertici che tenevano le redini politiche della Guerra dei Cent’Anni, èd è considerata scomoda e di troppo. Ne consegue che nel Maggio del 1430 durante la difesa della città di Compiègne, forse perché il Delfino non ha inviato i rinforzi promessi, forse perché il Comandante esautora Giovanna ed ordina di chiuderla al di fuori delle mura, probabilmente previa ordine del Delfino o essendosi impaurito del fatto che gli inglesi avrebbero potuto riversarsi in città, questa nota ed importante figura apparsa da poco sullo scenario politico viene catturata dai Borgognoni.

Il popolo, dopo questo evento, la riterrà una strega, visto che se fosse stata mandata da Dio sarebbe dovuta riuscire nell’impresa e lo stesso Dio avrebbe dovuto impedire che venisse catturata, e la Chiesa, spaventata specialmente dal carisma di tale personaggio, decide di processarla per eresia.

Dapprima Giovanna viene sottoposta ad un esame approfondito sulla sua verginità, in quanto si riteneva che Satana rendesse schiavi gli umani attraverso lussuriosi e sconci atti sessuali. Ne risultò che la giovane era vergine e cadde la prima ipotesi. Sussisteva ancora la possibilità che fosse una strega, così per cinque mesi fu interrogata sulla sua devozione alla Chiesa e a Dio, sulla sua moralità di cristiana e di donna e sulla sua ortodossia (da orto + doxa – le dritte opinioni). Ma anche in questo caso la Pulzella analfabeta tenne testa ai più importanti studiosi di teologia dell’epoca, venuti appositamente dall’università di Parigi. Le risposte della giovane furono spiazzanti, e il fatto che il processò proseguì insistentemente denota come fosse la più grande farsa giudiziaria di tutto il medioevo. Fu condannata infine per il suo vestirti da uomo, estremamente utile e comodo in situazioni di guerriglia, perché una frase del Deuteronomio impediva agli uomini di indossare abiti femminili e viceversa.

Viene condannata al rogo come relapsa ed eretica all’età di soli diciannove anni. Nella piazza del mercato vecchio di Rounen però lei, prima di essere legata al ligneo palo dell’anche conosciuta come ordalia del fuoco, ritratta tutto, si pensa fosse terrorizzata all’idea di dover morire dopo atroci sofferenze. Meglio il carcere e la vita. Abiurerà perciò riguardo tutte le sue affermazioni portate avanti fino a quel momento con sentita convinzione. E, dopo che le fu revocata la condanna, venne sbattuta in carcere. Il periodo di prigionia di Giovanna non durò molto perché ritratto le sue ultime dichiarazioni, riconfermando tutto quello che aveva precedentemente smentito, così il 30 Maggio del 1431 morirà sul rogo.

La figura di Giovanna d’Arco viene riabilitata vent’anni dopo nel 1455, poiché si dichiara l’illegittimità del processo inglese, così l’allora monarca di Francia Carlo VII è riconosciuto legittimo perché non più incoronato da una eretica. Dopo quasi cinque secoli di tacita riflessione il Vatico la dichiarerà Santa.

Non è possibile quindi sostenere la santità della giovane e al contempo ritenere corretto il comportamento dell’istituzione religiosa più importante ed influente nel periodo medievale. Credere alle visioni di Giovanna significa dichiarare apertamente l’errore della Chiesa commesso in quegli anni.

È interessante notare come il processo sia riuscito a condannarla al rogo grazie ad un unico passaggio di un libro della Bibbia. “La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno, il tuo DIO.” (Deu 22:5)

Effettivamente non è poi una tematica da considerarsi di poco conto. Si tratta di una problema di costume sociale già presente nel periodo dell’Impero Romano, quando con il termine latino vir si indicava il maschio forte e, non a caso, virile, dedito all’arte della guerra dalla postura eretta e dall’atteggiamento valoroso, e di conseguenza la donna era tutto l’opposto, dedita prettamente all’ambito domestico, mite e riservata. E comunque se si volesse andare a ritroso fioccherebbero le situazioni nelle quali era voluta e ben delineata la distinzione dei due sessi.

Per quanto riguarda i nostri giorni dunque è chiaro che, nelle istituzioni a stampo più tradizionalistico, rimangano degli echi piuttosto fastidiosi di quelle obsolete usanze del passato.

Nel 1967, all’università Cattolica di Milano, era vietato alle studentesse indossare i pantaloni. Basterebbe questo dettaglio per far capire quanto potesse essere disturbante, fino a non molti anni fa, una donna vestita da uomo [Il Giornale art. del 20 luglio 2007].

Era dunque una motivazione valida quella portata avanti dai membri del Tribunale? Giovanna d’Arco era forse un troppo rivoluzionario esempio di come una donna potesse arrivare ad ambire posizioni sociali alla pari dell’uomo?

Il fatto che questo personaggio avesse una profonda religiosità distacca il discorso generale da una possibile argomentazione a senso unico incentrata sulla laica emancipazione femminile.

In un senso lato Giovanna rivendica i territori francesi e lo fa da donna in un modo impetuoso non accettabile per l’epoca. Questa è d’altronde una possibilità da tenere in alta considerazione. Anche perché ultimamente le donne si stanno facendo sempre più largo a spallate nel panorama politico come in tutti gli altri ambiti, e il vestirti da uomo piuttosto che da donna e viceversa è sempre più tollerato.

Dunque non ci si sofferma più di tanto a pensare che Giovanna d’Arco vestisse come un uomo, e cade così anche l’ultima obbiezione portata avanti cinque secoli. La crescente tolleranza, conseguenza dello sviluppo Europeo e di tutta la civiltà mondiale, ha permesso forse che fosse più facile considerare Santa la Pulzella d’Orleans. E allora quanto ancora vanno tenuti in considerazione i dettami del Deuteronomio?

Giovanna si presentò il giorno dell’ultima udienza davanti al Vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon, suo principale inquisitore, vestita da cavaliere, per sottolineare la sua parità a livello spirituale. Quella corazza che pesava qualcosina in più di un abito con gonna non era fastidiosa per Giovanna tanto che, si racconta, ci dormisse pure.

Secondo la Santa quindi quanto bisogna tenere in considerazione quel insegnamento? E al giorno d’oggi ha ancora senso anche solo leggerlo? Ha senso perlomeno per capire quanto si è evoluta la società, che deve ringraziare personaggi come la Pulzella, i quali hanno permesso rivoluzionarie modifiche nel pensiero comune, delle straordinarie inversioni di marcia nella visione collettiva del mondo.

 

Mahmud Ahmadinejad

ahmadinejad


Età
54 anni occidentali, secondo il calcolo occidentale della rotazione della terra occidentale

Data di nascita 28 ottobre 1956

Origini il suo primo cognome di origini ebraiche presuppone antenati ebraici. Lui però ha litigato con i nonni si vede.

Colore occhi rosso fuoco

Colore capelli castani, brizzolati vicino alle orecchie ma nelle inquadrature non si vede quasi mai u.u

Segni particolari vestiti orribili presi alla caritas, che indosserebbe scuramente il cognato sfigato la domenica di pasqua. Negazionista. Antisemita. Antiamericano. Antianglosassone. Antifrancese. Antiitaliano. Antiiberico quindi contro spagnoli e portoghesi. Antipalestinese [ovvio u.u] Antisvizzero. Antiaustriaco. Antigermanico … be’ non dilunghiamoci troppo . diciamo che non è contro i paesi islamici. [radicali] ecco.

Curriculum frequenta la facoltà di ingegneria civile si specializza con un dottorato in ingegneria civile e pianificazione dei trasporti pubblici

Soprannome dittatore sanguinario. Uomo pio. Islamico devoto.  Repressore di proteste. Repressore della liberà.

Frasi celebri “La scienza dev’essere in mano ai pii e ai puri” [questa è vera eh. Cioè mi faccia capire la scienza dev’essere studiata dagli uomini di chiesa O.O ma quest’uomo è molto confuso] [QUESTA è FORTISSIMA ] “In Iran non ci sono omosessuali” [che poi si è ricreduto dicendo] “I gay in Iran esistono ma non ci piacciono”.

Meriti di solito preferisce un aereo cargo all’aereo presidenziale. Ha detto di voler combattere il terrorismo.

Demeriti Ha detto e basta di voler combattere il terrorismo.

Fa tanta demagogia e parla spesso di donne e bambini ma ne parla e basta, non che gli interessino veramente i diritti delle donne.

Ha represso con la gentilezza e la cortesia delle forze dell’ordine delle manifestazioni contro le elezioni in quanto con possibili brogli. Gli strumenti utilizzati dagli sguinzagliati di Ahmadinejad sono il blocco degli sms e la morte istantanea dei più arditi, e oscuramenti di siti che favoreggiano il regime e altri quali Yahoo! Messenger e mail, Skype e Gmail. Dal 20 Giugno anche facebook ha iniziato a funzionare a intermittenza [ parola di utenti da Teheran.]

È populista. Per questo che ha qualche sostenitore in croce.Tutti gli altri che vedete nelle foto delle riviste sono ritoccati in Photoshop. Perché magari noi occidentali usiamo un po’ di effetto sfuma ma loro usano il clona per aggiungersi folle si sostenitori inesistenti e clonati.

Sempre per questioni demagogiche [visto che fa sempre il populista] si è espresso apertamente contro Stati Uniti, contro l’ONU.

Dice che gli Stati Uniti vogliono impedire lo sviluppo economico industriale dell’Iran, sì insomma il nucleare è un’energia pulita e non fa del male a nessuno.

È in deficit di bilancio, l’Iran è in crisi.

Ha impiccato centinaia di omosessuali.

Ha istituito un elenco di tagli di capelli concessi e altri no perché ritenuti troppo all’occidentale, ovviamente si tratta di quelli maschili dato che quelli femminili non si vedono. E’ assolutamente vietato l’uso di qualsiasi prodotto tranne una punta di gel. Ora immaginatevi un ragazzo sedicenne che sta scoprendo la lacca il gel, la piastra, tutte cose carine, immaginatevelo con i capelli unpo’ lunghi e magari con il ciuffo che arriva alla cassa e porta tutti i prodotti tra maschere balsami colata ricostruzioni fatte-in-casa, la commessa lo guarda inorridita, lui la guarda e le chiede “scusi, dove tenete i preservativi?” e lei muore di infarti mentre portano via il ragazzo per giustiziarlo. Che gran bel paese!

Storia è il sesto presidente iraniano. Ora voi spiegatemi come si può essere conservatori e allo stesso tempo laici e allo stesso tempo in linea con la religione iraniana in modo da essere rigorosi a tal punto da essere perfettamente in linea con un regime. Ma non era laico?

Il punto è che in Iran sono talmente indietro che non scelgono tra varie posizioni, laice e meno laiche, scelgono tra varie posizioni religioso-dittatoriali quindi c’è chi dice che attualmente c’è un regime. Chi invece che si auspica il ritorno del regime e chi invece semplicemente se ne vuole andare.

Quello che credo io è che UN PAESE FUNZIONA SEMPRE MEGLIO TANTO QUANTO GLI ABITANTI CI VOGLIONO RESTARE [ovviamente abbandonando sentimenti patriottici anacronistici]

Per cercare di spiegare meglio cosa è accaduta all’alba dei brogli elettorali ecco una citazione di su politicaesocietà.blgosfere.it “Il ministro degli Interni non ha riconosciuto le proteste che, dunque, sono illegali. La polizia e Basij sono a favore di Ahmadinejad e si arrogano il diritto di scagliarsi contro i manifestanti.