Conosci, comprendi, costruisci!

Conosci te stesso. Comprendi il mercato. Costruisci il tuo futuro.

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Il Progetto Lab Inn 2.0 (laboratiorio innovazione) vuole essere un’opportunità concreta di valorizzazione dei giovani del territorio e prevede l’attuazione di iniziative per facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Prevede finanziamenti agevolati, bonus sugli acquisti, supporto e tutoraggio professionale per l’analisi dell’idea di impresa e della situazione del mercato.

Lab Inn 2.0 comprende due tipi di partecipazione, una prima incentrata su un percorso di formazione e bilancio delle competenze personali, una seconda rivolta a chi vuole elaborare una propria idea d’impresa, o ha già le idee chiare ed ha bisogno di un finanziamento per cominciare. Si può partecipare sia al percorso formativo, sia al concorso per startup, o solo ad uno di questi due percorsi.

Tutte le informazioni di cui hai bisogno sul LabInn 2.0, le trovi sul sito www.labinn20.it Puoi partecipare al Lab Inn 2.0 se hai tra i 18 e i 35 anni, e se risiedi in uno dei territori di competenza dei promotori. I requisiti dettagliati sono elencati nel Bando.

L’evento lancio si terrà Venerdì 10 gennaio 2014 alle 18.30 all’Enoteca Veneta in via Giovanni Dalmasso 12, Conegliano.

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Lab Inn è possibile grazie alle collaborazioni con Banca della Marca, Confartigianato Conegliano, Artigianato Trevigiano, Consorzi Veneto Garanzie e Cofitre, Rotary Club Conegliano-Vittorio Veneto e i 12 comuni del coneglianese: Codognè, Conegliano, Gaiarine, Godega di Sant’Urbano, Mareno di piave, Orsago, San Fior, Santa Lucia di Piave, San Pietro di Feletto, San Vendemmiano, Susegana, Vazzola.

Non ringraziate i SALDI

Più che un articolo, trattasi proprio di un post down-to-earth, un post di un blogger che si chiede perché dobbiate ringraziare i saldi. Un mio amico disse un giorno:

“non sopporto i saldi perché permettono cose e capi a persone che non potrebbero permetterseli, se io pago tanto una cosa voglio che resti tanto e che costi tanto.”

Tralasciando che è inflazionalmente irrecepibile che un prezzo resti bloccato –escluse politiche aziendali in tal senso, e anche in questo caso senza interventi il prezzo tende ad abbassarsi– e tralasciando che non fu più tanto mio amico, mi chiedo se tutti abbiano realmente compreso il senso dei saldi.

La produzione di merce genera tanta merce, e quando dico tanta, intendo tanta. Per produrre altra merce e generare ulteriore profitto, bisogna smerciare, ossia vendere tutta la merce in esubero, ed evitare così i tanto temuti vertiginosi cali sui prezzi. Una delle modalità meno indolore di distruzione dei beni e delle merci è la svendita di campionario, i saldi e così via.

Non ringraziate i saldi, perché è lo stesso sistema che obbliga le ditte e i grandi produttori ad attuarli. Il modo peggiore in cui la merce viene smaltita per far spazio ad altra merce è quando viene bruciata.

Non piangono in tanti se vengono bruciati stock di migliaia pantaloni e magliette, ma quando vengono distrutti beni di prima necessità come il pane, la verdura e la frutta proprio nelle vicinanze di paesi che patiscono perché i fruttivendoli hanno prezzi altissimi e la gente tira la cinghia.

È da quando sono finiti gli Anni d’Oro, gli anni in cui nascono le società off-shore e i paradisi fiscali, che progressivamente la gente tira la cinghia. Prima o poi la cinghia finirà, e speriamo che la gente reagisca al posto di lasciarsi deperire.