Omocausto e sentinelle in piedi: i grandi problemi col reale

Seppure alcune ricerche antropologiche descrivano efficacemente i movimenti antigay in cui ci imbattiamo oggi, non problematizzano e non colgono il fondo teorico tutto religioso di questi fenomeni che si sviluppano da rapporti complessati con il reale.

«Sapete solo insultare, noi vogliamo gli argomenti»

«Noi organizziamo convegni, voi parate.»

Ho sintetizzato in due affermazioni gli argomenti principali dell’attuale lotta contro l’omosessualismo, mentre le mostruosità nazifasciste non hanno bisogno di esplicitazioni ulteriori.

La seconda affermazione è falsa, mentre la prima è circolare. Alla luce di ciò ritengo improbabile considerare schiaccianti le affermazioni di un certo conservatorismo.

Memorial_to_Gay_Victims_of_the_Holocaust_in_Risiera_di_San_Sabba-1280x960

Cari amici,

La premessa, tutta personale, che vorrei anteporre all’intervento sull’omocausto, è che i matrimoni e le adozioni per le coppie omosessuali sono vittorie leggere della democrazia. Bisogna davvero ripensare i rapporti e i dispositivi concettuali in cui nuotiamo inconsapevoli.

Mi sono sempre riferito alle sentinelle in piedi come a individui come tutti noi ma contraddistinti da un gusto apocalittico. Non è un caso che questo genere di fenonemi antigay – e non serve una borsa di studio per capirlo – si sviluppi in ambienti dove le idee circolano ma senza libertà di connessioni, in ambienti in cui è forte la componente religiosa. Quest’ultima fa sempre riferimento al buon senso e al reale seppur si ritrova a negarli entrambi all’occorrenza, quando propone –con scaltra ratio– di amare i propri nemici e quando propone di vivere nel mondo ma non essere del mondo.

I militanti prolife leggono il reale in modo che sia razionale e ritengono che ciò che per loro è razionale sia fatto reale. [vedi questione sulla famiglia naturale della Cost. it. termine da sostituirsi con razionale]

La naturalità della società è la normatività dell’elemento ricorrente e dire che le foglie sono verdi significa legittimarsi come gli unici a vedere le cose come stanno, come gli unici paladini della vita contro i cavalieri neri della morte. E chi cavalca gli oscuri destrieri? Per la precisione le lobby gay del nord del mondo. Se mi stanno leggendo gli “uomini” di tali associazioni lobbistiche di invertiti che camminano con le orecchie, lancio un appello di aiuto, continuate pure questa opera apocalittica di distruzione di massa ma aiutate gli omosessuali indigenti.

Ritorno serio. È cristallino che, per queste frange estremiste, naturale è sinonimo di morale; ma soprattutto di razionale. Così la sovrastruttura etica è biologia, è dna, è evidenza. L’approccio delle scienze oggi resta critico, scientifico, ma alcuni trovano sia più facile farsi abbagliare da presunte verità paradigmatiche.

Comunque il parametro della frequenza non è abbastanza per additare qualcosa come naturale, come non lo è quello degli ‘usi e costumi’. Come non esiste che Tizio e Caio, sulla base di qualche osservazione, ascrivano del finalismo a un concetto per niente delineato come quello di natura, o, peggio, lo personifichino.

Perché alcune religioni hanno problemi con gli omosessuali?

Alla luce di quanto ho scritto nell’incipit ritengo sia ovvia la risposta. La fede opera sulla realtà il cambiamento necessario a renderla vera, a rendere la sua consolante verità. Qualcosa che esuli dalla nostra buona e giusta lettura non può essere accettato. Ordiniamo le cose del mondo. Ordine. Con relativa controparte caotica.

Così, lo sterminio di omosessuali, asociali, nomadi, ebrei, si è potuto perpetuare in virtù di un cambiamento di mentalità ordito sulle masse. Prima si rende l’essere umano minoranza, poi subumano, infine oggetto e poi più nulla; l’annientamento sociale è in vista di quello fisico. Questi cambiamenti sono possibili soltanto operando in modo religioso sul reale (anche l’ateismo acritico è religioso), ma solo quel reale che si rende sconvolgente. Alcuni preti in Uganda ritengono che il rapporto amoroso tra due individui di sesso maschile sia all’insegna della coprofagia reciproca [vedi video youtube], ecco che per alimentare il disprezzo si servono di paura e shock.

La reazione spropositata avutasi in Italia con i movimenti provita è l’ennesima riprova che il discorso regge. Specie in una società famigliocentrica quando il pericolo è dirottato volutamente sui bambini.

Le sentinelle in piedi si presentano come difensori della realtà, i loro discorsi sono il registro dell’evidenza, del buon senso rassicurante. È forte il bisogno di rassicurarsi tra loro, proprio come accade con i messaggi della religione o come accade per la religiosa proposta di un aldilà. Il nemico si chiama agenda gender oppure dittatura del gender mentre gli studi queer o gli studi sul genere sono diversificati e mai acritici, e sono inoltre attribuibili a studiosi di diverse estrazioni sociali, da differenti parti del mondo, che abbracciano tanti credo o sono atei o agnostici.

Contenuto nostalgico è anche il richiamo alla salvezza. E il riferimento costante alla realtà si configura all’interno di questo schema che comprende anche il perdono del padre. Il padre è la fonte normativa per eccellenza nello schema che costruisce i rapporti in senso patriarcale – schema che va via via dissipandosi verso una società senza padri [A. Mitscherlich, Verso una società senza padri] – e forte resta in queste frange il bisogno di ordine.

Mi scuserete se per questo post non approfondisco ulteriormente il discorso dio-padre, rischierei di perdere il filo, ma osservo che, stando alle tesi proposte, il gender, pensato dalla parte delle sentinelle ed espresso al singolare come dev’essere per l’elemento dittatoriale, è il progetto di denaturalizzazione della società. Dire che la tal cosa denaturalizza significa asserire di conoscere ciò che invece è naturale.

La volontà di conoscere come la società si debba determinare è una tesi che possiede un vivo e doloroso parallelismo con le tesi che precedono l’omocausto e ne attivano le mostruosità.

Il nazismo, tra le altre, era infatti una imposizione normativa e categoriale in vista di una società migliorata e le proposte perseguite discendevano sempre da uomini la cui pretesa era quella di aver capito e conosciuto come le cose dovessero andare: la Natura. Ma la natura è un concetto umano, frutto di una tendenza tassonomica all’ordinamento delle cose del mondo, l’evidenza di averlo capito e di possederne la chiave è un’argomentazione inconsistente oltreché circolare.

Come osano degli esseri umani imporsi su altri esseri umani, elevarsi a componenti determinanti di un codice e tacciare altri di irrilevanza? Come se vi fosse davvero un unico codice. Chi sei tu per sostenere che la tua interpretazione non è una interpretazione ma un rispecchiare l’esattezza dell’essere delle cose del mondo. L’unico modo in cui si può pretende di leggere la natura è dopo aver convenzionalmente stabilito tutti insieme di averla scritta e istituita.

Io sono consapevole di parlare al vento, sono consapevole che il muro è ancora lì, per ora. So che il tempo saprà dare la giusta forza al contenuto. Auguriamoci almeno in occasione di questa giornata che anche chi non è in grado di imparare sia almeno capace di ricordare.

 

Con rispetto per tutti gli uomini e disprezzo per le addizioni, un abbraccio

Federico

Annunci

Progetto Omosessualista

Lo pseudo convegno veronese sulla famiglia del domani.

Ricordate il convegno promosso da Famiglia Domani a Verona e difeso pubblicamente dal sindaco Flavio Tosi?

 Family Standard

 

VERONA sabato 21 settembre al Palazzo della Gran Guardia si svolge il “convegno” sulla teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo? promosso dall’imparzialissima Associazione Famiglia Domani e dal Movimento Europeo per la Difesa della Vita (degli Altri) con il patrocinio della provincia e del comune.

Al primo piano dell’edificio due buttafuori controllano l’entrata della Sala Convegni del Palazzo e al piano terra, sotto il loggiato, gli interventi dei relatori sono trasmessi in videoconferenza, sorvegliata anche questa dalla polizia di stato. Poco più avanti numerose forze dell’ordine, con caschi neri, scudi e manganelli, sorvegliano il presidio di protesta organizzato dalle associazioni lgbt venete.

I relatori proposti si riconoscono in precisi e parziali e orientati ambiti di pensiero. Chiara Atzori è esperta di bioetica, ma propone davvero un dibattito imparziale su eutanasia e simili? Ci speravi? Matteo D’Amico è conferenziere in ambito di teologia morale. Vi lascio immaginare. Roberto Matte insegna Storia del Cristianesimo. Luca Galantini insegna all’Università Cattolica di Milano. Dina Nerozzi è autrice di testi scientifici i cui titoli riecheggiano inquietanti ricordi, ad esempio, Il ritorno allo stato etico. Mario Palmaro insegna bioetica alla -neanche a dirlo- Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma ed è redattore della rivista reazionaria di apologetica cattolica il Timone.

L’inizio del convegno è dedicato allo scovare e ribadire secoli di pregiudizi e paradigmi e pregiudizievoli paradigmi. È vero, secoli fa l’omosessualità era perseguitata e quindi non risultava nelle leggi come regolamentata, ed è vero che, anzi, proprio attraverso le leggi è stato condannato Oscar Wilde, ma è altrettanto vero che prima dell’avvento del medioevo, ad esempio durante il periodo della Grecia classica, le cose erano ben diverse.

È accusato a più riprese lo Stato secolarizzato che ha sostituito alla vera Trinità sancita dai testi sacri, Padre, Figlio e Spirito Santo, una versione moderna di libertà, uguaglianza e fratellanza, pur sempre dogmatica ma finta, perché non ispirata. Lo Stato si appoggia perciò a dogmi che discendono dal paradigma dei diritti umani. Riporto gli argomenti cui si appoggiano queste persone perché è interessante capirli per smontarli. Vedete, se il progresso è un’illusione è allora in virtù di questa immutabilità che si dovrebbe asserire che si stava meglio prima? No, si stava “uguali”, quindi non è possibile migliorare e allora perché auspicano un ritorno alla santa inquisizione?

vintage family

Raccogliamo le opinioni a fine convegno, ma gli organizzatori alle domande se possono dirci qualcosa in più, come a quelle sui motivi e le necessità che hanno spinto a organizzarlo, o evitano di parlare o dicono di non averci nulla a che fare. Non rispondono volentieri e fanno finta che non esistiamo, forse perché non ci hanno mai visto in chiesa. Si riconferma dunque una totale chiusura al dialogo, un disprezzo di un uomo, magari femmineo, che non rientri nei loro canoni e quindi un’evidente ipocrisia celata nella frase «non siamo contro i gay».

«Ciò che è naturale è evidente, è sotto gli occhi di tutti fin dalla nascita.» ribadisce una signora che non vuole nemmeno far sapere il nome. Ecco, il modo di procedere della discussione da parte di alcuni è così banale e assolutizzante che finisce per ridurre anche le possibilità di risposta del destinatario. Il convegno è stato talmente parziale e in mala fede e volto solo a fare il lavaggio del cervello che è quasi impossibile rispondere argomentando; cosa si risponde allo scherno di un bambino?

E francamente non credo proprio che a loro sia evidente che cosa sia naturale, visto che l’omosessualità in natura occorre nelle stesse percentuali in cui è presente negli esseri umani, (che peraltro sono natura).

Il volantino promozionale «Se vogliamo evitare che questo progetto totalitario diventi una tragica realtà dobbiamo riscoprire il valore sociale, culturale e morale, dei princìpi e delle istituzioni su cui da secoli si fonda la nostra civiltà, a cominciare dalla famiglia naturale.»

Alla domanda su questo “progetto totalitario” ci viene detto che si tratta di omosessualismo.

Il termine identifica un movimento ideologico compatto ma esteso, appoggiato da lobby europee e internazionali, con un chiaro progetto politico ed economico. Gli aspetti di marketing del movimento sfruttano concetti quali libertà e piacere per sovvertire l’ordine del mondo col fine del profitto.

Se non compreso e arrestato in tempo questo progetto omosessualista porterà a uno sfacelo della società. Nel degrado e nella decadenza generalizzati dei costumi sussisterebbero, tra le altre, la pedofilia legalizzata e la generazione di uomini in provetta per il profitto delle multinazionali o per rendere tutti omosessuali.

Ma dove sono queste multinazionali? Forse non sapete che ci sono multinazionali che appoggiano movimenti estremisti e ultrareligiosi come le Sentinelle in piedi, vedi l’articolo.