Risposta a Shiva Queen e Pab Fuxia – il classimo e il classismo nel mondo gay

-essere famosi rende più importanti

-il video di qualcun altro rovina i miei video e il mio lavoro

-se freaks fosse stato girato con una telecamera non HD non avrebbe vinto quello che ha vinto

-non puoi fare video che sono montati male

-internet è un luogo libero, solo gli utenti possono limitarne illusoriamente la libertà

Spero Shiva Queen e Pab Fuxia non me ne vogliano a male, questa risposta vuole essere una riflessione. Da tanto sentivo il bisogno di trattare del “padre di tutti i pregiudizi” e finalmente grazie alla polemica sorta ne ho l’occasione. Inizio con la risposta alla domanda “che cos’è il classismo”?

Classismo è l’espressione di uno stato di minorità che indica una mentalità retrograda e sempliciotta di intendere la società ed i suoi appartenenti come intrinsecamente frazionata e gerarchizzata, a causa di una scarsissima capacità di discernere eticamente il giusto nel pubblico dallo sbagliato, il bene dal male.

Con classismo inteso all’interno di uno Stato ci si riferisce al privilegiare una classe sociale rispetto ad altre, al conferirle privilegi, onori ed agevolazioni in base soltanto all’appartenenza.

Nei confronti di uno spazio ristretto come Youtube, per quanto forzata possa sembrare l’idea, diremo che il classismo si ha quando si tende a ritenere giusti e corretti privilegi e quant’altro possa essere concepito d’aiuto ad un certo tipo di utente, ad una elitaria e ristretta cerchia di utenti.

Dal sito “Anarchopedia” il classismo è definito come «una forma di discriminazione basata sull’appartenenza ad una determinata classe sociale» aggiunge poi «questa concezione della società determina la formazione di una gerarchia in basse alla quale alcuni dominano ed altri sono dominati».

Il classismo risale alle società più antiche, ma in particolare dal IV al II millennio a.C. se ne ipotizza la nascita a causa di ripetute ondate in tutte le terre da parte di una popolazione rozza e arretrata (che è come dire retrograda e sempliciotta), prima non vi erano neppure i prodromi di una società organizzata in gerarchie, classista, sessista, regolatrice e militarizzata. Rimando a questo proposito alla pagina ita.anarchopedia.org/classismo ed alle ipotesi sulla nascita del classismo, il quale è sbagliato pensare sia sempre esistito.

Oggi si manifesta nei modi più disparati, dalle società a piramide a fini di lucro profondamente classiste in quanto lo sono già nei loro presupposti, nella loro struttura interna, ai club, ai privé delle discoteche, alle serate di gala, fino alle prime cinematografiche, dalle stesse istituzioni civili in alcuni casi, al Principato di Monaco, lo ritroviamo nell’organizzazione delle città, degli edifici, nei settori lavorativi come la ristorazione, la sanità, nell’organizzazione del governo, pare che non ci si sappia organizzare senza classi, lo ritroviamo anche nell’organizzazione delle nostre vite. Molti degli eventi della nostra vita infatti sono dal punto di vista della strutturazione, del luogo, dell’organizzazione, intrinsecamente autoritari e (aggiungo) classisti.

Quando il classismo viene espresso con forza e con un pizzico di inconsapevolezza, si tratta di classismo individuale ed è all’origine di ogni pregiudizio. Pregiudizio che è motivo fondante e principale della lotta del sottoscritto e di moltissimi uomini, la maggior parte dei quali ignorati; non è il caso di Einstein. Combattere il pregiudizio vuol dire andare contro le discriminazioni, significa arrestare l’incedere, rifiutare l’arrampicata sociale perché ingiusta e deplorevole e difendere la posizione di tutti.

Dato che il classismo individuale è alla base di ogni pregiudizio, essere classisti significa avallare le discriminazioni, dando loro credito e motivo d’esistere, quando in effetti non ne hanno.

Un individuo classista sottoposto a costante discriminazione può scegliere due strade (un po’ kierkegaardianamente) può restare fermo nella sua posizione e continuare a considerarsi in modo classista come essere superiore e considerare il mondo come gerarchizzato perché deve esserlo, oppure porsi assieme agli altri ad un livello comune e (per forza) combattere le discriminazioni (non è supererogatorio) giudicandole errate in sé, superando così il suo stato di classista. D’altra parte è giusto notare come un individuo che non è sottoposto alla tortura della discriminazione può, molto più facilmente, assumere atteggiamenti o posizioni classiste.

Nel mondo gay ad esempio (espressione classista?), tratto di quest’ultimo perché mi è più congeniale, quelli che non sono cresciuti in periferia, quelli vissuti in città fin da piccoli e nel periodo dell’adolescenza in particolare, non hanno granché di esperienza in termini di discriminazione per fortuna (generalizzare è sbagliato, ma lo intendo in termini statistici in base anche alla quantità di persone), perché la città ha un carattere decisamente più cosmopolita e tra i cittadini si sviluppa una certa tolleranza che a volte è noncuranza, che troppo presto diventa indifferenza.

Ecco come mai alcuni omosessuali di città sono anch’essi fortemente classisti, andando contro tutte quelle che sono le innumerevoli lotte che si sono svolte e che continuano a svolgersi, ponendosi in contrasto con l’idea alla base della lotta contro l’omofobia e via dicendo, facendo del male ulteriore allo stesso tempo a tutte le vittime dell’omofobia.

Questi piccoli uomini, questi snob, vanno aiutati, non con superiorità, a riconoscere la loro natura umana e non divina.

Lo snobismo era ieri e resta oggi il modo più volgare, pur non essendo volgare, di manifestarsi del classismo. Ed è nato grazie a quest’ultimo! Gli snob erano studenti sine nobilitate (senza nobiltà) apostrofati come s.nob. nei registri dei college inglesi più prestigiosi. Gli snob dunque nascono dalla discriminazione classista.

Aprendo una parentesi, avete mai pensato che cosa impariamo principalmente dalla scuola, se non che ci sono tanti banchi disposti verso una unica cattedra alla quale vi hanno accesso in pochi?

Chi ha interesse ad alimentare lo snobismo? Il potere e chi lo detiene. Quest’ultimo inoltre ha interesse che qualcuno ritenga che il potere logora chi non ce l’ha quando in effetti il potere logora soltanto chi lo brama, bisogna infatti riportare la concezione del potere visto come scettro ad un potere visto come strumento ed asservito all’organizzazione civile ed etica degli uomini.

Il potere alimenterà sempre il classismo e lo snobismo, cercherà di affascinare le teste in modo da dichiararne la legittimità, poiché lo aiutano a preservarsi attuando in toto l’intramontabile divide et impera.

Allora chi segue il classismo? Chi decide, un po’ senza saperlo, un po’ con coscienza, di aderire ad un modo di pensare classista? Gli affascinati e gli ingenui che si credono scaltri. Nel mondo gay, viene seguito da omosessuali che non hanno capito (o non vogliono vedere) il motivo fondante alla base delle lotte nate dagli anni ’70, ma per le quali già ci si impegnava da prima, e di tutte le altre lotte di classe che purtroppo non sono state portate avanti con i fiori.

Nel caso di youtube, gli utenti discutono tra loro perché classisticamente sono considerati utenti, mentre la dirigenza cambia, innova, vieta, questi sono in balia dei cambiamenti, in balia di imposizioni sempre nuove di decisioni altrui, e sono talmente concentrati sulle loro scaramucce tipiche del divide et impera, da non accorgersi di alcune limitazioni, ad esempio sulla possibilità di descrivere il proprio canale con più di 1000 insignificanti caratteri (prima non c’era questo obbligo).

Chi si comporta come se gli altri dovessero aggiustarsi a determinati parametri non ha capito che quelli sono i suoi personali parametri, e per esplicitare meglio il concetto basta la propria intelligenza, non serve estrarre dal cappello il determinismo sociale o altro.

Alcuni pensieri tipici sono:

-è importante solo ciò che faccio di costruttivo per me stesso, addirittura gli altri posso creare qualcosa di distruttivo per me stesso

-è importante ciò che vinco io e la mia squadra, perché così stabiliamo la superiorità dei nostri mezzi e di noi stessi

-l’altro/il diverso mi arricchisce solo nel momento in cui posso trarne un vantaggio contingente in un breve arco di tempo, altrimenti non sono minimamente interessato

In aggiunta a ciò, grazie sempre al video di Shiva Queen, ci tengo a ricordare che stabilire l’importanza di una persona rispetto ad un’altra è una operazione illecita. Non storcete il naso. È chiaro che diamo più importanza a persone con le quali abbiamo un legame affettivo, ma il valore di un essere umano, oltre a non essere quantificabile non può soggiacere a creazioni umane troppo umane come la notorietà o la professionalità o la laboriosità. Con ciò non s’intende non possano quest’ultime essere dei valori od essere quantomeno cercate per noi stessi.

Infine anche io, in un certo senso, mi sto comportando in modo classista, perché ritengo le parole di Shiva Queen e di Pab Fuxia richiedano una risposta tanto lunga. Per discolparmi vi dico che era da tanto che volevo scrivere a proposito del classismo come creatore di tutti i pregiudizi.

Finalmente grazie a loro ho potuto farlo, e li ringrazio con un aneddoto di Nicolas de Chamfort sulla figlia del re. Un giorno, confrontando la sua mano con quella di una cameriera, ne contò le dita e gridò «Perché hai cinque dita come me?». Poi le ricontò, per esserne sicura.

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